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venerdì 5 febbraio 2016

AAA Cercasi casa a…

Pensavo che sarebbe stato tutto incredibilmente facile e invece sembra esserci un imprevisto ad ogni piè sospinto. Quando mi hanno detto “Si ok, sei dentro, ti prendiamo” immaginavo che tutto si sarebbe incastrato a meraviglia, con la certezza che poi si yeah vado a Firenze, Firenze è figa, mi troverò bene. E invece no, no cavolo, devo andare due settimane a Milano e trovare un appoggio è quanto di più complicato ci sia. Ma insomma, insomma, sta per iniziare una nuova avventura. Finalmente sarò una donna *coffcoff* in carriera *coffcoff*. Eppure non sono serena, anche se la realizzazione professionale, ben lontana e dal mio corso di studi, e dalle mie inclinazioni originali, sembra sempre più vicina, pure vivo costellata da mille dubbi amletici, dalla consapevolezza che no, no, non sarò all’altezza. E questa è la mia condizione quotidiana, perché i dubbi non riesco a decapitarli, restano lì. Una coda di lucertola che sembra vivere di vita propria e continua a perseguitarmi.



Sono a casa da qualche giorno e già mi manca la mia indipendenza, la routine che avevo creato ad Ariano, quel misto di fatica e costernazione che dilagava e si contorceva. Quel miscuglio di noia per la neve, entusiasmo per ogni iniziativa, sottolineato costantemente da “Righe”, cristallizzato in una pessima esibizione a cappella di “Come deve andare” degli 883 e generata dall’inquietudini generazionali di altri trenta giovani come me.
Speriamo che vada tutto bene…




Tutto va come deve andare
O perlomeno così dicono
Tutto va come deve andare
O perlomeno me lo auguro


domenica 13 settembre 2015

Svegliatemi… quando settembre è finito

Vi sono suicidi invisibili. Si rimane in vita per pura diplomazia, si beve, si mangia, si cammina. Gli altri ci cascano sempre, ma noi sappiamo, con un riso interno, che si sbagliano, che siamo morti.
G. Bufalino



Settembre è un mese strano, è quel mese in cui tutto sembra ricominciare, dopo essersi sfaldato durante l’estate. È quel mese che guardi con fiducia, perché sembra promettere con il suo arrivo un lampo di novità, di freschezza. Tutte le cose ricominciano a settembre, l’anno accademico, la programmazione televisiva, il campionato di calcio.
Eppure siamo quasi alla metà di settembre e io sono ancora nella stessa posizione di partenza, alla fine, con la corsa che è al penultimo giro e la sensazione di aver sprecato ancora tempo.

E allora? Non lo so, continuo a rigirarmi nel letto, con quell’odiosa sensazione di non aver vissuto davvero, la voglia di fare, mille progetti, schemi e varianti e alla fine mi rigiro con i miei libri in mano e quel fottuto senso di impotenza.



lunedì 29 giugno 2015

Guest star

“I wish it need not have happened in my time," said Frodo.
"So do I," said Gandalf, "and so do all who live to see such times. But that is not for them to decide. All we have to decide is what to do with the time that is given us.”

The Fellowship of the Ring – J.R.R. Tolkien




La guest star di stasera è la borsa dell’acqua calda. Mentre progetto omicidi a danni di ignari malcapitati che riempiono la mia home di immani cazzate, ecco che mi contorco di dolori e il calore offerto dalla mia salvatrice è di inestimabile valore.

Intanto verso calde lacrime nei confronti di una esistenza che scorre piatta e sempre uguale, con quella consapevolezza che sto buttando via il mio tempo e la mia vita. Languo, procrastino, sono insomma la solita indolente. Dio quanto odio la mia indolenza, eppure, eppure non riesco a far niente per cambiare, eppure sono qui, con la borsa dell’acqua calda addosso a fissare la home che si aggiorna.